giovedì, gennaio 25, 2007
La legge 508/99 ha riformato il settore artistico-musicale, recependo il dettato costituzionale che prevede all’articolo 33 il sistema della formazione artistica parallelo al sistema universitario. La legge 268/02 ha introdotto alcune modifiche che stabiliscono l’equipollenza tra i diplomi rilasciati dalle Istituzioni prima della legge di riforma e le lauree di primo livello, e che attestano il valore abilitante del diploma rilasciato dalle Scuole di Didattica della Musica ai fini dell’insegnamento nelle scuole secondarie. Il Decreto del Presidente della Repubblica 132/03 ha dotato le istituzioni dell’autonomia statutaria, regolamentare e organizzativa ed il successivo DPR 212/05 ha emanato le norme relative ai regolamenti didattici per l’istituzione dei nuovi corsi di studio. Nel 2006, con decreto ministeriale, sono stati individuati i nuovi settori disciplinari. Gli altri regolamenti previsti dalla Legge di riforma sono ancora in via di emanazione.
In tutte le istituzioni AFAM sono state attuate negli ultimi anni iniziative sperimentali che hanno ampliato la tradizionale offerta formativa consentendo agli studenti di conseguire diplomi accademici di primo e di secondo livello anche in nuovi settori disciplinari. Nei corsi sperimentali viene generalmente utilizzato un sistema di crediti formativi basato sul Sistema europeo di accumulazione e trasferimento dei crediti (ECTS): 180 crediti per il triennio di I livello e 120 crediti per il biennio di II livello.
Complessivamente le istituzioni AFAM contano circa 70.000 studenti iscritti, tra cui una significativa quota di studenti stranieri (4,5%), 9.241 docenti e 2.383 non docenti. La mobilità internazionale è storicamente molto sviluppata presso le Accademie di belle arti, e dal 2000, grazie alla legge di riforma, anche l’Accademia nazionale di danza, i Conservatori di musica e gli Istituti musicali pareggiati partecipano ai programmi europei per la mobilità di studenti e docenti.
[...]
Istituti Superiori per le Industrie Artistiche
Gli ISIA, nati trenta anni fa a Faenza, Urbino, Firenze e Roma, sono istituti statali di livello universitario, ed equiparati giuridicamente alle Accademie di belle arti, finalizzati alla formazione di designer progettisti per imprese produttrici di beni e servizi. Il design ha assunto un ruolo di protagonista nello sviluppo dell’economia italiana e mondiale. La necessità di formare designers altamente qualificati ha portato agli inizi degli anni ’60 alla nascita di corsi di Disegno industriale in seguito trasformati negli ISIA. Questi istituti prevedono corsi triennali propedeutici e corsi biennali di specializzazione a numero chiuso e ridottissimo; sono caratterizzati da un particolare flessibilità del piano degli studi e degli incarichi di docenza, proposti annualmente da un Consiglio Accademico a qualificati professionisti ed importanti personalità del mondo dell’arte e della cultura. Gli ISIA di Faenza, Firenze e Roma sono finalizzati alla formazione professionale nel settore dell’industrial design, l’ISIA di Urbino opera nell’ambito della comunicazione visiva.
ECTS ed il sistema italiano
Attualmente il sistema ECTS si basa su una definizione di crediti e su procedure ampiamente condivise a livello europeo, che sono state interamente acquisite dalla legislazione italiana (DM 508/99 e DM 270/04). Secondo la definizione europea (ECTS Key Features, 2002), "il credito ECTS è basato sul carico di lavoro richiesto ad uno studente per raggiungere gli obiettivi formativi di un corso di studio, obiettivi preferibilmente espressi come risultati di apprendimento previsti e competenze da acquisire. Il carico di lavoro include il tempo dedicato a tutte le attività di apprendimento". Tale definizione coincide perfettamente con quella riportata nel DM 270/04 (ed adottata per analogia dalle istituzioni dell'Alta Formazione Artistica e Musicale) che recita: "Il Credito Formativo Universitario (CFU) è la misura del volume di lavoro di apprendimento, compreso lo studio individuale, richiesto ad uno studente in possesso di adeguata formazione iniziale, per l'acquisizione di conoscenze ed abilità nelle attività formative previste dagli ordinamenti didattici dei corsi di studio " (art. 1). Per definizione, quindi, i crediti ECTS/CFU si basano sui tempi di apprendimento (piuttosto che di insegnamento) e sui risultati dell'apprendimento (piuttosto che sui contenuti dei piani di studio), intesi non solo come conoscenze ma anche come abilità.
In conformità al sistema europeo, la 270/04 attribuisce ad ogni anno di studio a tempo pieno il valore convenzionale di 60 crediti. Inoltre, attribuisce a ciascun credito il valore assoluto di 25 ore di impegno dello studente, per un totale di 1500 ore annue; analogamente il valore assoluto di un credito negli altri sistemi europei oscilla fra 25 e 30 ore. ECTS prevede anche che i valori numerici in crediti attribuiti alle singole attività formative siano accompagnati da descrizioni delle conoscenze ed abilità da acquisire nei tempi di apprendimento indicati; descrizioni che gli atenei italiani stanno elaborando - insieme ad altre informazioni sui Corsi di Studio – per utilizzarle come Allegati al Diploma Supplement. In quanto sistema di accumulazione, il sistema di crediti italiano richiede l'accumulazione di 180 crediti per il conseguimento della Laurea e di 120 crediti per il conseguimento della Laurea magistrale, secondo le indicazioni dei Regolamenti Didattici dei Corsi di studio.
Come previsto in ECTS, anche nel sistema italiano "i crediti corrispondenti a ciascuna attività formativa sono acquisiti dallo studente con il superamento dell'esame o di altra forma di verifica del profitto" (art. 5/4). Per quanto riguarda il trasferimento dei crediti, la normativa italiana - in analogia ai principi europei - chiarisce "che il riconoscimento totale o parziale dei crediti acquisiti dallo studente ai fini della prosecuzione degli studi compete alla struttura didattica che accoglie lo studente, con procedure e criteri predeterminati stabiliti nel Regolamento Didattico di Ateneo" (art. 5/5). Nell'art. 5/7 dello stesso DM 270/04 esiste anche un' esplicito riferimento alla possibilità di riconoscere come CFU anche conoscenze ed abilità in ambiti professionali o formativi extra-universitari.
Etichette: Istituti Corsi e Master