domenica, febbraio 25, 2007

Sono ormai dieci anni che non torno in Brasile, a saudade si fa sentire...uno dei primi ricordi del passato remoto nella mia memoria è sicuramente legato agli odori, anche se uno più di tutti ha sempre prevalso: l'odore dolciastro che ha sempre pervaso l'aria. Da piccolo non avevo la minima idea di perchè ci fosse quell'odore, per me era solo "odore di brasile". Crescendo ho capito che non era una caratteristica naturale del paese tropicale, e nemmeno tanto ecologica, eppure ultimamente ho scoperto a riguardo cose molto interessanti...
Il Petrolio
Il petrolio è un tipo di idrocarburo che si ottiene dalla decomposizione di materiale organico in assenza di ossigeno. Causa il suo processo di sintesi estremamente lungo (milioni di anni) è considerata una risora esauribile,come del resto i suoi derivati. [..] L'utilizzo massiccio di petrolio ha inizio con la seconda Rivoluzione Industriale, in seguito allo sviluppo di tecnologie che richiedevano l'uso dei suoi derivati al posto del carbone utilizzato a partire dalla prima Rivoluzione Industriale. La domanda di petrolio è cresciuta esponenzialmente, di pari passo con lo sviluppo tecnologico e dei paesi industrializzati. Ne deriva così un'economia moderna completamente dipendente da questa risorsa. Solo in seguito alle crisi petrolifere del 1973 e del 1979 i vari paesi hanno sentito la necessità di estrarre (e lavorare) petrolio nei rispettivi territori, cercando l'indipendenza dai paesi del Medio Oriente che da sempre detengono il primato, ed effettuare ricerche per trovare nuove possibili risorse energetiche.
L'alcool
In Brasile l'importazione di greggio comportava un indebitamento sempre più rischioso. La reazione del Paese fu la stessa di molti altri per quanto riguarda lo sfruttamento delle risorse nel proprio territorio, ma dal novembre del 1974 fu aggiunto un piano di ricerca innovativo (PNA - Programa Nacional do Álcool) che prevedeva l'utilizzo di bioetanolo (in portoghese proàlcool) come nuovo carburante, ottenuto per mezzo della fermentazione di amido di mais, zuccheri della bietola o canna da zucchero. Si cominciò così a coltivare canna da zucchero per ettari ed ettari...tant'è vero che tra le bevande più diffuse soprattutto nel nord del Brasile c'è, appunto, il succo di canna, che vi lascia centinaia di filamenti di paglia in bocca...
Nel dicembre del '78 il governo diede forti incentivi sia alle aziende (Chevrolet e Fiat in primis) per la produzione di veicoli ad alcool che ai cittadini per poterle acquistare. Tuttavia a partire dal 1987 questo biocarburante entra in crisi per via degli alti costi di produzione e raffinazione. Ora la scommessa per il Brasile è quella di riuscire a produrre alcool dalla cellulosa (molto abbondante e ben più economica - altro motivo per cui si è aggiunta una novità nel mondo dei consumatori di cannabis* vedi post successivo) anche se non sarà così semplice vista la sua forte resistenza alle trasformazioni chimiche.
In ogni caso il Brasile detiene il primato tra i paesi del Sudamerica - e anche in Europa - per il precoce sguardo rivolto alla riduzione dell'inquinamento.
fonti: Science, USA (articolo del 09/02/2007), EVOLUÇÃO DO CONSUMO DE GASOLINA NO
BRASIL E SUAS ELASTICIDADES: 1973 a 2003
(Bruna Fontes Roppa; Orientador : Prof. Helder Queiroz Pinto Jr.; UNIVERSIDADE FEDERAL DO RIO DE JANEIRO INSTITUTO DE ECONOMIA - Abril 2005)
Il Petrolio
Il petrolio è un tipo di idrocarburo che si ottiene dalla decomposizione di materiale organico in assenza di ossigeno. Causa il suo processo di sintesi estremamente lungo (milioni di anni) è considerata una risora esauribile,come del resto i suoi derivati. [..] L'utilizzo massiccio di petrolio ha inizio con la seconda Rivoluzione Industriale, in seguito allo sviluppo di tecnologie che richiedevano l'uso dei suoi derivati al posto del carbone utilizzato a partire dalla prima Rivoluzione Industriale. La domanda di petrolio è cresciuta esponenzialmente, di pari passo con lo sviluppo tecnologico e dei paesi industrializzati. Ne deriva così un'economia moderna completamente dipendente da questa risorsa. Solo in seguito alle crisi petrolifere del 1973 e del 1979 i vari paesi hanno sentito la necessità di estrarre (e lavorare) petrolio nei rispettivi territori, cercando l'indipendenza dai paesi del Medio Oriente che da sempre detengono il primato, ed effettuare ricerche per trovare nuove possibili risorse energetiche.
L'alcool
In Brasile l'importazione di greggio comportava un indebitamento sempre più rischioso. La reazione del Paese fu la stessa di molti altri per quanto riguarda lo sfruttamento delle risorse nel proprio territorio, ma dal novembre del 1974 fu aggiunto un piano di ricerca innovativo (PNA - Programa Nacional do Álcool) che prevedeva l'utilizzo di bioetanolo (in portoghese proàlcool) come nuovo carburante, ottenuto per mezzo della fermentazione di amido di mais, zuccheri della bietola o canna da zucchero. Si cominciò così a coltivare canna da zucchero per ettari ed ettari...tant'è vero che tra le bevande più diffuse soprattutto nel nord del Brasile c'è, appunto, il succo di canna, che vi lascia centinaia di filamenti di paglia in bocca...
Nel dicembre del '78 il governo diede forti incentivi sia alle aziende (Chevrolet e Fiat in primis) per la produzione di veicoli ad alcool che ai cittadini per poterle acquistare. Tuttavia a partire dal 1987 questo biocarburante entra in crisi per via degli alti costi di produzione e raffinazione. Ora la scommessa per il Brasile è quella di riuscire a produrre alcool dalla cellulosa (molto abbondante e ben più economica - altro motivo per cui si è aggiunta una novità nel mondo dei consumatori di cannabis* vedi post successivo) anche se non sarà così semplice vista la sua forte resistenza alle trasformazioni chimiche.
In ogni caso il Brasile detiene il primato tra i paesi del Sudamerica - e anche in Europa - per il precoce sguardo rivolto alla riduzione dell'inquinamento.
fonti: Science, USA (articolo del 09/02/2007), EVOLUÇÃO DO CONSUMO DE GASOLINA NO
BRASIL E SUAS ELASTICIDADES: 1973 a 2003
(Bruna Fontes Roppa; Orientador : Prof. Helder Queiroz Pinto Jr.; UNIVERSIDADE FEDERAL DO RIO DE JANEIRO INSTITUTO DE ECONOMIA - Abril 2005)
Etichette: Ecologia, Economia, Innovazioni tecnologiche, Società