domenica, febbraio 25, 2007

"A celulose regenerada, usada na produção do papel transparente, é uma folha delgada obtida a partir de 100% de celulose refinada proveniente da polpa da madeira.

O processo da fabricação não altera a natureza química da celulose. Para isto, reúne as propriedades do material quimicamente inerte, insolúvel, infusível e inócuo.

Esta película é tratada com emolientes que lhe dão a devida maciez e umidade com destaque para o alto brilho e a mais alta transparência, que são características marcantes do nosso papel.

A glicerina – um emoliente usado na produção do papel transparente - é uma substância natural usada em muitos produtos perecíveis, como por exemplo:

* • Balas
* • Bolos
* • Adoçantes
* • Para uso na cozinha em geral

Glicerina é um líquido natural, doce, incolor que congela numa pasta de goma e tem um ponto de ebulição bem alto. Atrai umidade e dá brilho e maciez ao produto final. Ela só é prejudicial a saúde quando reaquecida várias vezes, o que não acontece com o papel transparente, já que é queimada somente uma vez.

O papel é produzido a partir de celulose de eucalipto oriundo de reflorestamento remanejado de forma sustentável, possuindo a certificação ISO 14001 e de biodegradabilidade conforme norma Européia.

Essas árvores são plantadas primeiramente para suprir as necessidades de matéria prima e, ao mesmo tempo, para preservar o meio ambiente através do plantio de alta tecnologia autorizada pelo IBAMA, respeitando os critérios de técnicas florestais de manejo sustentável e corte seletivo."


fonte: aLeda (sito ufficiale, anche in inglese)

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sabato, ottobre 14, 2006
Berlin, FriedrichStrasse (12 ottobre 2006)

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mercoledì, settembre 13, 2006
Questa sì che é una bella domanda, e chi non ci ha ancora pensato é invitato qui a riflettere un attimo. Intanto va detto che la prima auto ecologica al mondo precede la messa in produzione della prima utilitaria per eccellenza, parlo della celeberrima Tin Lizzie, ovvero la Ford Model T - quella grazie alla quale si può parlare oggi a livello mondiale di un sistema lavorativo che si basa in pieno sull'Organizzazione del Lavoro (é stata la prima vettura prodotta in serie, cioé per mezzo di catena di montaggio). Bene, la Ford T, che funzionava a benzina, venne prodotta per 20 anni, dal 1908 al 1928. Eppure l'auto elettrica viene pensata e realizzata a metà '800 (nel 1834 M.H. Von Jacobi costruisce il primo motore elettrico avente un uso pratico in Germania)!
Assieme alle carrozze a vapore presentava dei vantaggi nella trazione del motore rispetto a quello a benzina, che aveva il difetto di essere più rumoroso e sporco. Poi avvennero un paio di fatti cruciali: 1. la scoperta dei giacimenti di petrolio (il primo pozzo venne scavato con successo in Pennsylvania nel 1859, ma il primo a investire nel petrolio é John Rockfeller a partire dal 1880); 2. l'invenzione della gomma vulcanizzata (per mano di Charles Goodyear nel 1839) e 3. il perfezionamento del motore a combustione interna.

L'auto elettrica
Insomma, l'auto elettrica é molto più vecchia dell'auto a benzina...il motivo per cui non se ne usano molte fu giustificabile solo al tempo, visto che la capacità delle batterie era molto limitata - anche negli anni '70 quando tornò prepotente l'allarme inquinamento e vennero riproposte le auto elettriche. Tuttavia é stato usato molto nei trasporti pubblici, come i treni, la metropolitana, i tram e i filobus. Comunque oggi le cose sono cambiate notevolmente, esistono accumulatori migliori e ottimizzati, le vecchie batterie al piombo/acido sono state sostituite con modelli al nichel/cadmio...anche se l'autonomia di un'auto elettrica si aggira ancora attorno ai 100 Km. E il mondo non ci sta. Anzi l'America non ci sta. Questo é il problema: per promuovere l'auto elettrica l'industria americana ritiene necessario raggiungere almeno i 200 Km di autonomia. Ecco qua, adesso é diventato un problema di burocrazia.


L'auto a idrogeno
Anche l'idea di usare l'idrogeno come carburante é più vecchia di quanto si pensi, già dagli anni '50, evolvendosi periodicamente fino ad elaborare delle pile a elettrolita polimerico (pile PEM) che usano, appunto l'idrogeno in stato gassoso per caricarsi. Il primo autobus a idrogeno risale al 1986.
Esempio di prestazioni del H2: l'azienda PIEL - divisione ILT Technology - ha realizzato vari prototipi partendo dalla Fiat Multipla e Doblò bi-power benzina/metano realizzando versioni bi-fuel benzina/idrogeno. Velocità; 160 Km/h a benzina, 130 Km/h a idrogeno; 30m3 di idrogeno pressato a 200 bar = circa 110 Km + 38 litri di benzina = 380 Km. Totale = dai460 ai 520 Km circa.

Anche questo sistema energetico presenta, però, le sue difficoltà: il peso. Le batterie pesano molto, e a pari peso della vettura l'energia fornita rispettivamente dai due combustibili si differenzia di molto. Farebbe eccezione l'idrogeno liquido, che pesa meno e decuplica quasi le prestazioni...e infatti é il combustibile degli Space Shuttle. Il problema dell'H2 liquido é che 1. é altamente infiammabile, 2. deve essere mantenuto a temperature inferiori a -250° C (e quindi comporta un botto di costi in più) e inoltre 3. evapora lentamente ma costantemente, quindi si consumerebbe anche se la macchina é parcheggiata. Quando si parla di auto a idrogeno oggi si intende H2 gassoso in bombole. Ci sono anche altri problemi legati all'Idrogeno: crearlo significa scindere l'acqua nei suoi due componenti (Idrogeno e Ossigeno) e indovinate un po' come si fa? con altra energia fornita da idrocarburi ed energia elettrica...insomma ti inquino un po' il mondo ora per inquinartelo meno poi.


L'auto ad aria compressa
Questa, per quanto ne so, é l'unica vera innovazione nel campo dell'innovazione dell'ecologia applicata alle vetture. Riporto parte di una lettera ricevuta per inoltro ( notizia del 28 febbraio 2006) via mail:

"Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la "Eolo" (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare,fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente."

Leggo, in realtà, che anche l'utilizzo dell'aria compressa come energia sfruttabile é molto antica, forse addirittura la più antica se si pensa alle catapulte ad aria compressa elaborate dagli ingegneri in età alessandrina...
Eolo* (vedi foto in alto) sembra si trattasse di una vera e propria macchina in grado di sconfiggere la dipendenza dal petrolio, essendo capace di percorrere 100 Km al costo di 0,77 €; raggiungere i 110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nel contesto urbano. Addirittura era possibile utilizzare il suo scarico (aria fredda a -20°C) per l'impianto di condizionamento. Si ricaricava in circa 6 ore collegando il compressore interno alla presa di corrente del garage e i costi di manutenzione (non essendoci sollecitazioni termiche né vibrazioni) erano simili a quelli per una bicicletta. Costi? L'ultima volta che s'è vista (nel 2001 appunto) il proposito era quello di stare dentro ai 18 milioni di lire, 9.296 € attuali. Da un punto di vista delle prestazioni è di poco inferiore alle auto elettriche contemporanee ma l'autonomia é ben superiore.
Bene, Eolo é sparita, non se ne sa più nulla, il sito ufficiale (www.eoloauto.it) è scomparso (ora é in vendita), i 90 dipendenti assunti da Eolo Italia sono in cassa integrazione e non ne hanno costruita ancora una.

Italiana peraltro...sarebbe stato fico essere i primi nel mondo a ridurre il nostro inquinamento urbano con macchine di nostra produzione.

L'auto ibrida
Ecco il nuovo termine con cui chiamare le bi-power. Benzina e metano in Europa, benzina/elettricità - benzina/idrogeno negli Usa (+139% delle vendite rispetto al 2005) e in Giappone. Arnold Schwarzenegger ha un Hummer modificato a idrogeno. L'innovazione é il motore Flexfuel che può utilizzare indifferentemente etanolo e benzina (e rispettiva miscela indiscriminata) senza battere ciglio. Questo è un po' il futuro di adesso...una mezza via che vede i Paesi del primo mondo ammettere che gli idrocarburi inquinano e il petrolio si sta esaurendo, ma senza abbandonarli completamente...così nascono gli ibridi: anche perchè se ti compri un'auto che va solo a idrogeno - per esempio - non puoi rifornirti dovunque...lo stesso problema di mio padre quando aveva l'Alfa 2000 a metano. Di ibride adesso cominciano a vendersene molte, immagino che il mercato sarà saturo nel giro di massimo 10 anni. Altri 10 anni di petrolio però...e una guerra appena cominciata. In Brasile la Fiat presenta la prima auto Tetrafuel al mondo:
potrà utilizzare benzina, etanolo, metano o qualsiasi combinazione di questi carburanti, senza nessuna modifica. Da giugno 2006 è in vendita in Brasile ma è previsto di esportarla anche nel resto del mondo.

Le auto ibride sono il nuovo business, le aziende l'hanno capito. Il problema dell'inquinamento non è per niente risolto ma solo leggermente alleggerito e intanto sono riuscite ad aggirare il problema per altri 10 anni. Ci sono troppi interessi economici per decidere di salvarci la salute, non c'è da meravigliarsi. Se il business del motore a urina avesse dato buoni risultati vedi come avrebbero investito sulle aziende di bevande e avremmo fatto rifornimento al cesso. Beh, ci sarebbe stata comunque un gran puzza lo stesso, ma almeno non ci sarebbero guerre per il piscio visto che ognuno si produce il suo...


Leggi: Cenni storici della Commissione Italiana Veicoli Elettrici Stradali
"idrogeno o batterie per i veicoli stradali?" di Ugo Bardi
"Racconto ecologista" di Salvatore Presti
Come rifornire la vettura a idrogeno (Club Auto Idrogeno)




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posted by alex at 00:21 | 1 comments
venerdì, agosto 11, 2006

Visto che ci sono riporto un altro bell'esempio (recente) di come si stiano muovendo bene alcune persone riguardo al concetto di riuso degli oggetti e di riciclaggio, in linea col buon gusto, le tendenze e lo stile contemporaneo. In questo caso mi sto riferendo all'azienda Freitag (per molti non ha neanche bisogno di presentazioni, per chi non sa di che cosa sto parlando consiglio la consultazione del loro sito -freitag.ch- e cliccando sulla 5^ voce dall'alto nella colonna dei menù a sinistra "The Concept and the story", ma occhio il sito si naviga in orizzontale anzichè in verticale) che, nata grazie a un'idea di puro recycling (borse resistentissime ispirate a quelle dei postini di NYC, fatte con teloni vecchi di camion, vecchie camere d'aria di biciclette e vecchie cinture di sicurezza), persegue la propria etica applicandola agli spazi: il Freitag Shop Zurich (sito in Geroldstrasse n.17) è stato interamente realizzato utilizzando 17 vecchi container per il trasporto navale di merci. Composto da 7 piani, all'ultimo è stato costruito un piccolo osservatorio panoramico, con tanto di binocolo mobile.
Anche qui niente da dire: bravi.





info:
Freitag Shop Zurich, Geroldstrasse 17, CH - 8005 Zurich
aperto dal lun al ven dalle 11:00 alle 19:30, sab dalle 11:00 alle 17:00



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posted by alex at 16:41 | 0 comments

Questo è un gran bell'esempio di Recycling! Quest'azienda di Londra -Double Decker Living- ha acquistato in tempo 12 esemplari dei vecchi Double Decker Bus (autobus a 2 piani) tipici del traffico londinese per trasformarli in alloggi ambulanti studiati appositamente per turisti e lavoratori in trasferta.



L'iniziativa è ancora recente e i partecipanti interessati non penso siano ancora molti. Ciononostante, in attesa di clientela più preparata e pronta a un tale sconvolgimento delle proprie abitudini e quotidianità (gli autobus/appartamenti sono per max 5-6 persone), l'azienda non sta perdendo tempo e ne sta impiegando un piccolo numero per dare riparo alle comunità dei senzatetto e clochardes sparse nelle periferie londinesi e inglesi. Lo slogan sul fianco dice molto: "Ancora al servizio di Londra" (foto sopra). Bell'idea, molto attuale tra l'altro.



Gli spazi dei vecchi bus sono stati completamente stravolti per creare dei veri e propri mini-appartamenti ben rifiniti, a prova d'incendio, furto e scasso. Ogni abitante ha le chiavi della propria stanza, e da quel che ho capito, una sorta di ingresso indipendente (?) in modo da non interferire con la privacy del vicino. Ci sono aree comuni, come il salotto (sopra) forniti di servizi e comodità. Tutto è stato studiato per garantire la massima somiglianza con la vita in un comune appartamento "immobile". Se siete interessati all'acquisto tocca prendere appuntamento e recarsi a Kent, nei pressi di Canterbury.

Meraviglioso, non vedo l'ora di visitarne uno all'interno.

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posted by alex at 16:04 | 0 comments
mercoledì, agosto 09, 2006
Prendo spunto dal post di Magno (www.designisnotdead.blogspot.com) per rispondere alla sua serie di domande nel post "Emorragia Oggettuale" del 24 febbraio 2006. Per facilitare la comprensione riporto l'intero testo originale:

"La abbiamo chiamata confusione.
Si è sentito dire: un mucchio di cose.
Maree di frullatori.
Surplus surplus surplus.

Siamo tutti daccordo, il pianeta è sovrapopolato da oggetti. Ma chi sono i buoni e i cattivi? Chi ha sbagliato per primo? Perchè siamo sommersi dalle cose? Che disagi ne conseguono? E' giusto, è sbagliato? e ancora, tutte le domande che vi vengono in mente.

OK. Rispondetevi...

...e poi rispondete a me. Cosa possiamo fare noi designer? (proposte/soluzioni)"

Alex: Il surplus. Oltre che essere "plus" è addirittura "sur"-"sopra"-in sovrannumero. "Plus" è inteso come più (valore aggiunto mi verrebbe da dire...citando Mami) o come un di più? Sono solo posizioni strategiche per avere ragione quando si parla. Il "più" lo vedo come come aggiunta positiva. Nello specifico del Designer direi pro-positiva. Anzi chiamiamolo pure "fondamento di PRO+ Design". Insomma, tralasciando i giochi etimologici: perchè c'è un'over-produzione di oggetti? Per necessità di mercato (ovvero di fabbricare denaro da far girare) camuffato da soddisfacimento delle necessità umane. Giusto? Sbagliato? Inevitabile direi piuttosto. 200 anni fa era normale andare a piedi, il cavallo era dei ricchi. 150 anni fa si vedevano per le strade pedoni, cavalli, carrozze, alcune biciclette. 100 anni fa si sono aggiunte le automobili, che grazie a un certo Ford sono diventate migliaia nel giro di pochi anni. La necessità di muoversi c'è sempre stata, al giorno d'oggi pur essendoci un sovrannumero di auto e traffico la gente non smette di camminare...le innovazioni non hanno soppiantato quelle precedenti, hanno solo dato una possibilità in più...le innovazioni hanno ampliato la facoltà di SCEGLIERE. E' chiaro che, per esigenze personali, gusti e convinzioni "ci si poteva tranquillamente fermare a 50 anni di innovazione fa"..Anche secondo me Photoshop era già perfetto con la versione 6.0, eppure siamo alla CS e chissà quante ancora ne usciranno fuori..Anche secondo me l'ADSL era già velocissimo, ma Fastweb, T1, T2 e Tx sono comunque spuntati fuori rendendo possibile scaricare un DivX all'ora anzichè uno al giorno...e chi è che veramente si lamenta? I consumatori? Non credo. Chi si lamenta veramente della sovrapproduzione? I consumatori? Non credo, piuttosto ambientalisti e -guarda un po'- designer e creativi, ovvero coloro che gli oggetti sono tenuti a crearli...Ancora oggetti? Beh, si. Ma non gli stessi. E non per tutti. Meno oggetti -migliori- per sempre meno utenti. PRO+[più] POR-[meno].

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posted by alex at 02:50 | 0 comments